
SLITTA A FINE NOVEMBRE IN VENETO DIGITALE TERRESTRE
Il Comitato nazionale Italia-Digitale, sulla base delle istanze rappresentate dal Veneto, ha autorizzato il rinvio di un mese del digitale terrestre televisivo: da tto a fine novembre. Nella motivazione è detto tra l’altro che il rinvio è stato accolto al fine di garantire le condizioni necessarie perche’ sia possibile il passaggio alla nuova tecnologia in un’area tanto complessa. Regione e gruppi di editori di tv private del Veneto hanno più volte segnalato che l’operazione digitale, non avendo le strutture sul territorio, avrebbe causato la chiusura di decine di tv private. Un documento era stato approvato qualche settimana fa Il Consiglio regionale del Veneto in vista del passaggio al digitale terrestre previsto per la fine del prossimo ottobre ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo per tutelare le emittenti locali che vedono le proprie frequenze messe in forse da tale passaggio. La mozione votata dall’aula era stata elaborata dalla commissione Affari istituzionali. La mozione approvata dall’aula di palazzo Ferro-Fini, ha impegnato la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo affinché eserciti le opportune azioni presso le autorità competenti perché il passaggio al digitale terrestre garantisca alle emittenti locali venete le frequenze necessarie per continuare a trasmettere nelle stesse aree nelle quali attualmente sono presenti con il segnale. Qualora insorgano difficoltà tecniche, il documento chiede, al Governo che venga rinviato il passaggio al sistema digitale prevedendo una congrua dilazione. La mozione chiede poi che tutti gli utenti veneti siano informati delle prossime innovazioni tecnologiche relative al passaggio al digitale. Un’altra richiesta contenuta dalla mozione prevede che dal Governo, contestualmente al passaggio alla piattaforma del digitale terrestre, sia garantito l’inserimento dei canali televisivi locali entro le prime 40 posizioni del telecomando per evitare la chiusura delle emittenti locali regionali con conseguenti ricadute sul piano occupazionale e per salvaguardare il diritto all’informazione dei cittadini veneti. Proposto infine che per le tv di montagna sia consentia la trasmissione ancora in analogico. In Veneto, allo stato attuale, le tv sono oltre una ventina.

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