La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Comune e l’Accademia dei Concordi riprendono il filone classico nella programmazione espositiva del Palazzo Roverella: quello della pittura in Italia a cavallo tra gli ultimi due storia: Ecco che i promotori hanno con entusiasmo e risorse dato il via ad una nuova operazione culturale: è la grande mostra in programma dal 29 gennaio al 12 giugno 2011, a Rovigo. L’attenzione di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli (sono i curatori), si è concentrata sul trentennio 1860 – 1890. Tre decenni di grandi speranze, di euforia, di fiducia, avviato, e per certi versi attivato, dall’unificazione del Regno d’Italia.
Un periodo quello fatto di luci e ombre e la mostra di palazzo Roverella senza occultare altre realtà, si propone di mettere in evidenza le prime più che le seconde. A voler dar conto di una vitalità e di un vitalismo particolari, forse mai più rivissuti dalla storia successiva dell’arte in Italia. Colore e sensualità che trovano in uno spagnolo, Mariano Fortuny, il loro profeta in pittura. Fortuny dalla sua terra aveva portato il calore e il colore, il gusto per trasporre su tela la gioiosità e giocosità della vita, facendo della pittura lo specchio variopinto di queste sensazioni. Tavolozze di accesa cromia, tele di virtuosistica elaborazione. L’Ottocento vitale ed elegante dei grandi salotti à la page, delle corse, dei balli e dei ricevimenti. E, al medesimo tempo, delle feste popolari, dei carnevali, dei balli mascherati e degli incontri tra le fronde, dei travestimenti e degli idilli. Poi l’Ottocento dei sogni popolato da carnose odalische e ammaliato dai conturbanti profumi d’Oriente.


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