
SCIENZIATI IN ALLARME PER FOSSILI DI COLOR BLU A MUSEO DI VERONA
Reperti al blu. L’allarme è stato dato dalla rivista scientifica “Nature” e riguarda reperti palentologici custoditi nel Museo di storia naturale di Verona: sono in pietra e ossa fossilizzate e provengono da località vicino Verona e appartengono per lo più a Neanderthal. La notizia di Nature poi ha fatto il giro del mondo, compreso i media nazionali e della stessa Verona; questo gruppo – forse un centinaio di pezzi (il 30 per cento del totale dell’esposizione) – si presenta con una luce blu. Il danno sarebbe irreversibile. Questo fenomeno non trova spiegazione tra i ricercatori. Sul caso è stato interessato il ministro della cultura Sandro Bondi. Lo studio su questi potrebbero farci comprendere quale fu la loro reazione all’arrivo del sapiens e dove andarono a trovare rifugio? I reperti vennero portati nel museo i tra il 2007 e il 2008 dopo che il castello del diciottesimo secolo era stato venduto dalla giunta comunale promettendo – pubblica Nature – che con quei soldi si sarebbe dato una giusta sede al materiale. Il Comune scaligero ha costituito una Commissione per poter intervenire per quanto di competenza; il soprintendente Vincenzo Tinè ha chiesto il tempo necessario per poter dare risposte. Laura Longo, curatrice della collezione non ha rilasciato commenti di sorta. Da ricordare che la Longo aveva già fatto presente su come erano stati sistemati i materiali (recentemente aveva chiesto a Gilberto Artioli, un geo-archeologo dell’Università di Padova di individuare la sostanza che produce lo strano effetto di luce bluastra sui campioni di fossili). Dalle prime analisi sembrerebbe che i campioni siano stati coperti da una patina di idrocarburi, forse lubrificanti, che un tempo venivano usati per pulire le armi che sono all’arsenale. Per trovare eventuali irresponsabili e accertare le vere cause si occupano del “caso” investigatori e magistratura.

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