IN GERMANIA SI PROPINA IL“PRISECCO”, UN FALSO PROSECCO

Non basta la Cina che scopiazza qualsiasi prodotto o italiano per disturbare il mercato e proponendo prezzi stracciati. Da un po’ di tempo ci sono imprenditori tedeschi che stanno sulla stessa linea cinese. Sul versante vini, ad esempio, si produce il “Prisecco”, un frizzante analcolico in tre tipi: rosè, rosso e . Il lo ha scoperto per caso, attraverso il motore di ricerca Google e subito la Regione si è attivata per informare il Ministro dell’ Giancarlo , tramite l’ Manzato , per chiedere all’Europa i danni per per le perdite export e bloccare il nome. Manzato ha parlato di “un inganno bello e buono per consumatori non smaliziati o che sono poco addentro alla cultura del vino. Come Regione sosterremo ogni iniziativa possibile per evitare che ci si possa confondere per questa assurda assonanza con un prodotto che nulla ha a che vedere con il nostro e con il Prosecco Superiore DOCG. E’ ora che all’ la smettano di lucrare sui buoni delle produzioni , propinando beveroni “similari” che creano solo illusioni nella clientela e un danno ai nostri produttori, che si spaccano la schiena per offrire al mondo un vino con i controfiocchi”.  Inoltre, sono state sollecitate le organizzazioni interessate a far sentire la loro voce: pochi mesi fa per il “Rosecco”, che almeno era vino, c’è stata una levata di scudi encomiabile.

“Prisecco” venduto in Germania. chiede danni

Non basta la Cina che scopiazza qualsiasi prodotto o italiano per disturbare il mercato e proponendo prezzi stracciati. Da un po’ di tempo ci sono imprenditori tedeschi che stanno sulla stessa linea cinese. Sul versante vini, ad esempio, si produce il “Prisecco”, un frizzante analcolico in tre tipi: rosè, rosso e . Il lo ha scoperto per caso, attraverso il motore di ricerca Google e subito la Regione si è attivata per informare il Ministro dell’ Giancarlo , tramite l’ Manzato , per chiedere all’Europa i danni per per le perdite export e bloccare il nome. Manzato ha parlato di “un inganno bello e buono per consumatori non smaliziati o che sono poco addentro alla cultura del vino. Come Regione sosterremo ogni iniziativa possibile per evitare che ci si possa confondere per questa assurda assonanza con un prodotto che nulla ha a che vedere con il nostro e con il Prosecco Superiore DOCG. E’ ora che all’ la smettano di lucrare sui buoni delle produzioni , propinando beveroni “similari” che creano solo illusioni nella clientela e un danno ai nostri produttori, che si spaccano la schiena per offrire al mondo un vino con i controfiocchi”.  Inoltre, sono state sollecitate le organizzazioni interessate a far sentire la loro voce: pochi mesi fa per il “Rosecco”, che almeno era vino, c’è stata una levata di scudi encomiabile. Su una questione del genere l’Europa dovrebbe intervenire con estrema decisione.  Il “Prisecco” è un falso made in il cui nome evoca un prodotto di altissima qualità, che a causa di questi “taroccamenti” rischia un danno enorme, ha sostenuto l’esponente regionale; egli ha dichiarato che si tratta di “uno scandalo internazionale: la libertà di commercio è una cosa, l’equivoco ricercato un’altra, perché è foriero di fregature per i consumatori”. Da ricordare infine, sempre sul versante vinicolo, che il ha perso la sua battaglia dil tutela del Tocai, vinta, per decisione comunitaria, dall’Ungheria. Tornando al “Prisecco” esso divenuto un nuovo caso: il Ministro , da buon , secondo quanto si è appreso, si è già attivato  con la Germania, sollecitando un intervento della Commissione europea.

Su una questione del genere l’Europa dovrebbe intervenire con estrema decisione.  Il “Prisecco” è un falso made in il cui nome evoca un prodotto di altissima qualità, che a causa di questi “taroccamenti” rischia un danno enorme, ha sostenuto l’esponente regionale; egli ha dichiarato che si tratta di “uno scandalo internazionale: la libertà di commercio è una cosa, l’equivoco ricercato un’altra, perché è foriero di fregature per i consumatori”. Da ricordare infine, sempre sul versante vinicolo, che il ha perso la sua battaglia dil tutela del Tocai, vinta, per decisione comunitaria, dall’Ungheria. Tornando al “Prisecco” esso divenuto un nuovo caso: il Ministro , da buon , secondo quanto si è appreso, si è già attivato  con la Germania, sollecitando un intervento della Commissione europea.



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