MEETING SU DIGITALE: VA DIFESO PATRIMONIO TV LOCALI

MEETING SU DIGITALE: VA DIFESO PATRIMONIO TV LOCALI

MEETING SU DIGITALE: VA DIFESO TV LOCALI

Il , nell’ di un legittimo federalismo televisivo, dovrà trattenere in sede locale parte del canone pagato alla dagli utenti, cercando anche di recuperare l’evasione. Con questi fondi sarà possibile finanziar il sistema dell’emittenza locale e la regionale, che non significa immaginare un canale in mano alla Giunta regionale, o ai partiti, ma una rete, un network, in cui le tv territoriali possano svolgere un servizio di pubblica utilità sotto il controllo interattivo della cittadinanza. Trattenere parte dei fondi del canone è un atto di giustizia; le emittenti locali svolgono un servizio pubblico e nella società dell’informazione non possono esistere monopoli, posizioni di rendita, o, peggio, pagate dai che vanno a finanziare solo uno dei protagonisti dell’era digitale”. Così’ l’ al bilancio Roberto Ciambetti alla che ha ospitato un meeting sul e altro ancora. “Preoccupazioni reali che si amplificano davanti a proposte come il , che, superate le difficoltà dello switch off, potenzierà la trasformandola in uno strumento nuovo. Scenari che si stanno modificando anche per l’avvento di nuovi mezzi di comunicazione, alla portata di tutti, in grado di interagire tra loro. Insomma, è doveroso chiederci – ha detto l ‘assessore Ciambetti – se questo arsenale tecnologico sempre più ricco e complesso possa travolgerci, se siamo preparati a una costante e irrefrenabile innovazione. Io sono convinto che non possiamo esimerci dall’accettare questa sfida, ma dobbiamo avere la capacità di riempire di contenuti e valori questi mezzi”. Il meeting ha avuto come tema: “Switch off 2010 – Lo switcht off del Nord Est”, ed è stato organizzato alla . S’è parlato anche dell’emittenza televisiva locale, definendola “un da difendere, che può diventare protagonista della nuova era”. “Le televisioni venete – ha aggiunto Ciambetti – per qualità dei programmi e bilanci economici sono tra le prime in Italia e si presentano come aziende vere, consolidate, protagoniste del sistema della comunicazione. La svolta digitale cambierà le abitudini della platea televisiva, il nuovo sistema delle frequenze ridurrà gli spazi, sarà necessario dotarsi di nuovi impianti: tutto ciò comporterà naturalmente una concentrazione di emittenti, che diminuiranno rispetto alle attuali 29: potranno scendere di numero, ma non di qualità e capacità. Scendere non significa azzerare la voce dell’emittenza locale: dobbiamo evitare questo rischio, perché la fonte principale di informazione e i modelli di comunicazione per i sono proprio i media che parlano della comunità in cui essi vivono: televisioni, ma anche carta stampata, radio, e, con andamento decisamente crescente, siti web e social network”.



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