In Veneto i Consorzi di Bonifica sono stati istituiti per rendere disponibili per l’agricoltura nuove terre coltivabili per la popolazione in continuo aumento, però oggi hanno assunto un ruolo concreto nella difesa idraulica dei centri abitati, attraverso la gestione di migliaia di impianti idrovori e irrigui, canalizzazioni, opere idrauliche di vario tipo. Dunque c’è un nuovo ruolo per i Consorzi, anche alla luce della recente legge regionale che ha previsto novità legislative, opportunità normative e di finanziamento, prospettive gestionali, soluzioni tecniche. Su un territorio di 1.839.000 ettari qual’e la Regione del Veneto, 500 mila sono sotto il livello del mare o soggetti ad allagamenti.
Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, ha indicato, durante un convegno sull’argomento a Legnaro (Pd), i numerosi progetti che vedono assieme i Consorzi di Bonifica e l’Azienda regionale, ed ha ricordato l’importante ruolo che le attività di contenimento e gestione idraulica hanno avuto ed avranno ancor di più per la difesa e miglioramento del territorio veneto. Sull’importanza del ruolo dei Consorzi nella gestione di un territorio molto compromesso da un esteso sviluppo urbanistico ha parlato l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte: “la Regione intende intervenire, definendo le priorità di un sistema che, oltre alla necessità di essere riorganizzato, necessita di interventi strutturali per prevenire quelle criticità, che sempre più spesso stanno creando delle sofferenze ai centri abitati e ai cittadini”. S’è parlato anche di tariffe all’interno del ciclo integrato dell’acqua che in futuro si dovrà mettere in evidenza la necessità di indicare pure gli investimenti relativi alle reti di smaltimento delle acque meteoriche, la cui attuale insufficienza ha continua a causare allagamenti in molti comuni. Necessaria quindi una maggiore sinergia tra i vari enti di gestione della risorsa acqua, in particolare per quanto riguarda gli investimenti finalizzati alla sua tutela e a quella dell’ambiente. Non possiamo pensare solo di prelevare acqua ma è fondamentale pensare anche alla ricarica delle falde del nostro bacino acquifero, che rappresentano una naturale risorsa fondamentale che potrà essere sostenuta dal federalismo demaniale.


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