Riunione del Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Lussemburgo sul fermo pesca e sul blocco dell’attività dentro le tre miglia: insomma sullo stato di crisi in cui versa l’attività marinara. In questo recente periodo infatti gli operatori del mare hanno manifestato più volte contro il provvedimento comunitario, anche con proteste con la partecipazione di centinaia di pescherecci a Venezia, provenienti dai porti di Chioggia, Caorle e del Polesine. Analoghe manifestazioni contro il provvedimento europeo si sono svolte in altre località dove operano importanti flotte pescherecce.
Per l’Italia ai lavori di Lussemburgo ha partecipato il ministro Giancarlo Galan. Egli ha fatto presente di condividere le preoccupazioni della Commissione sullo stato degli stock e credo sia necessario assumere decisioni che assicurino l’avvenire delle risorse biologiche dei nostri mari. Si tratta in fondo di garantire un futuro anche alla nostra pesca e ai nostri pescatori. I miglioramenti registrati fin qui purtroppo sono limitati, per questo dobbiamo rafforzare la nostra politica per una pesca sostenibile”. Per quel che riguarda il Mediterraneo – ha proseguito Galan – mi sento in dovere di fare presente una questione fondamentale: nei prossimi anni dovremo attivarci con maggiore energia per coinvolgere i Paesi terzi che operano nel Mediterraneo, sia quelli rivieraschi che quelli che provengono da lontano. Senza tale coinvolgimento i nostri sforzi rischiano di essere vanificati. Inoltre, faccio presente che e’ più difficile chiedere ai nostri pescatori di rispettare le regole che imponiamo loro, se le marinerie dei Paesi vicini, che pescano nelle nostre stesse acque, non le rispettano; non è certamente stagione di privilegi”, ha concluso il ministro Galan.


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