BIENNALE ARTI VISIVE. MOSTRA FRIEND ALLO SPAZIO THETIS

Altri tre artisti si aggiungono al progetto espositivo di Spazio Thetis in occasione della vetrina internazionale costituita dalle inaugurazioni di Biennale Arti Visive 2019, come ulteriore conferma del carattere di questa iniziativa culturale in progress dove linguaggi artistici diversi sono accomunati da un titolo importante e che è anche un programma di intenti FRIENDS
L’appuntamento e’ per il 10 maggio a partire dalle 16.30 nello Spazio Thetis, all’Arsenale Novissimo, segue il successo dell’anteprima di aprile, con gli artisti, i curatori, i galleristi, ovvero i Friends che danno il titolo alla Mostra, che si sono uniti in una grande festa a oltre 400 visitatori e in particolare ai residenti che hanno avuto l’occasione di tornare a godere liberamente di uno dei luoghi più affascinanti della Città d’acqua.
Ai ventisei artisti che hanno disseminato con le loro Opere lo splendido parco, ubicato all’interno dell’Arsenale storico di Venezia (nella fori), si aggiungono: Marica Moro,! impegnata in un lavoro di ricerca molto avanzato sul rapporto arte e scienza, collaborando con diversi scienziati e interrogandosi su come l’universo e le sue enormi forze possano influenzare la vita e il suo evolversi. “Credo sia fondamentale – ha detto l’artista – che l’arte debba farsi portavoce delle problematiche del proprio tempo e interprete del progresso anche attraverso la necessaria interazione tra scienza e arte”. Con l’installazione “La morte del fauno” torna ad esporre Paolo Dolzan, pittore e scultore intenso, fortemente impegnato nella promozione e realizzazione di eventi in contesti locali, nazionali e internazionali che ben si inserisce nel contesto di FRIENDS per la sua propensione a creare ponti e scambi artistico-culturali. Riccardo Resta apporta il suo contributo artistico con la carica di contenuti inquietanti e di “grande sostanza” della sua opera dove si mescolano il ricordo e “la memoria futura” dell’uomo che, vivendo i nostri tempi oscuri, non si riconosce in quanto tale. Nel concetto di perdita si manifesta un principio di vuoto, di dissolvenza, di dissoluzione.
A partire dalle ore 16.30 si potranno ri/trovare le diverse installazioni, incontrando e confrontandosi con i vari artisti, alle 18, l’artista parigino di origine caraibica Shuck One, terminerà il graffito “Trans-mission (urbanecology)”.

Lascia una risposta