BIENNALE ARTE 2019. CONVERSAZIONI CON GLI ARTISTI

Un programma di conversazioni, performance e dibattiti con gli artisti dall’11 maggio al 24 novembre. Lo ha reso noto l’ente culturale. Durante i sei mesi di Mostra il pubblico potrà apprendere qualcosa in più di May You Live In Interesting Times direttamente dalla voce dei suoi protagonisti. Il Curatore Ralph Rugoff incontrerà alcuni degli artisti partecipanti per approfondire alcuni dei temi principali della Mostra. Il programma include una serie di conversazioni con alcuni degli artisti partecipanti: Lara Favaretto discuterà con la storica dell’arte e curatrice Angela Vettese (in programma il 14 giugno); Dominique Gonzales-Foerster, Tomàs Saraceno, Margaret Wertheim e Anicka Yi incontreranno Ralph Rugoff in un dibattito sulla relazione tra l’arte e le tematiche tecnologiche, sociali e ambientali (Teatro alle Tese dell’Arsenale, 14 e 15 settembre). Nell’ambito del Progetto Speciale del Padiglione delle Arti Applicate, il 22 ottobre si terrà un simposio su Felicita Bevilacqua La Masa. L’incontro sarà presieduto da Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, con la partecipazione, tra gli altri, di Marysia Lewandoska e Angela Vettese.
Infine, Paolo Baratta e Ralph Rugoff incontreranno il pubblico domenica 24 novembre al Teatro alle Tese dell’Arsenale per discutere sull’eredità della Biennale Arte 2019. Le performance,(11-12 maggio e 22-23-24 novembre) che si svolgeranno durante il weekend di apertura e le giornate conclusive di Mostra, renderanno vivi gli spazi attorno ai Giardini della Biennale, le aree esterne e gli spazi interni in episodi di varia natura e durata. Inoltre, il Teatro alle Tese e il Teatro Piccolo dell’Arsenale ospiteranno una serie di performance, con programma giornaliero, creando uno spazio specificamente dedicato allo svolgimento di narrazioni più concentrate. «La Mostra di quest’anno, May You Live In Interesting Times, darà risalto all’arte che esiste tra categorie e generi convenzionalmente accettati – come illustrato da Ralph Rugoff – e metterà in discussione le ragioni che stanno dietro il nostro modo di pensare per categorie. Il programma di performance rappresenterà questo tipo di approccio e testerà le convenzioni estetiche, comportamentali e sociali in un’ampia gamma di eventi»”. Il programma include artisti che stanno segnando ‘la performance’ di ultima generazione come boychild, Alex Baczynski-Jenkins, Vivian Caccuri, Cooking Sections, Invernomuto, Paul Maheke, Nkisi, Nástio Mosquito, Victoria Sin, Florence Peake and Eve Stainton, Vivien Sansour, Zadie Xa, Bo Zheng, e altri. Nell’ambito delle loro diverse pratiche che abbracciano la danza, la musica e l’arte visiva, questi artisti aprono nuove possibili letture di territori culturali più ampi. Attraverso la curiosità onnivora dei loro approcci ibridi e transnazionali, propongono forme più complesse che sfidano la percezione dei tempi in cui viviamo. Organizzazione artistica Aaron Cezar. Con il supporto aggiuntivo di Arts Council England e Delfina Foundation. In relazione all’installazione Thinking Head di Lara Favaretto al Padiglione Centrale dei Giardini, e per tutta la durata della nuvola di vapore che si alzerà davanti alla sua facciata, si terranno una serie di dialoghi in tavole rotonde a porte chiuse in Arsenale, all’interno di uno spazio performativo simile a un bunker. Non sono previsti spettatori, ma i dialoghi saranno registrati e resi disponibili online sul sito della Biennale. Ogni tavola rotonda avrà un moderatore e un numero di partecipanti che saranno condizionati dalle risposte provenienti dagli inviti. Il tema di ciascun incontro sarà una parola chiave, scelta per il suo valore e il sua interesse come argomento per una discussione aperta. L’intenzione di queste tavole rotonde è di far nascere nuove riflessioni e punti di vista; l’artista vorrebbe che producessero incertezza e persino insuccessi – come lei stessa ha affermato – «strane risposte a domande senza risposta.» Rugoff ha commentato che «per la Favaretto queste conversazioni profonde producono la conoscenza che genera il vapore che sale dall’edificio. L’obiettivo di ogni tavola rotonda, con l’input dato da individui provenienti dai campi più diversi che comunicano attraverso linguaggi diversi, è quello di creare un risultato che non sia immediatamente decifrabile ma foriero di nuovi spunti. (foto Biennale).

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