AGRICOLTURA. 15 MILA STAGIONALI ROMENI NEI CAMPI

Accogliamo con piacere la disponibilità espressa dall’ambasciatore romeno in Italia George Bologan all’impiego dei suoi connazionali per la raccolta e i lavori nelle aziende agricole italiane. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente le parole del diplomatico del governo di Bucarest che, pur evidenziando le difficoltà del momento e la situazione straordinaria legata all’emergenza coronavirus, ha confermato che “la Romania è accanto all’Italia e la disponibilità a venire incontro c’è “anche perchè l’agricoltura resta un’opzione per chi cerca lavoro”.
Gli fa eco il presidente regionale Daniele Salvagno che esprime apprezzamento per gli sforzi messi in campo dall’assessorato all’agricoltura e quello del lavoro che hanno preso in seria considerazione l’appello di Coldiretti tanto da coinvolgere Veneto Lavoro per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura attingendo dalla lista di disoccupati e inoccupati iscritti nelle liste regionali. Coldiretti ha denunciato in varie occasioni il rischio di non poter far partire con le grandi campagne di raccolta di frutta e verdura in Veneto, per la mancanza di migliaia di manodopera straniera bloccata dall’emergenza Covid 19. Le mani dei braccianti stranieri si prendono cura di ¼ del Made in Italy. Sono circa 75 mila lavoratori regolari che ogni anno arrivano dall’estero. La comunità più numerosa è proprio quella romena che supera 15 mila unità e fornisce anche la manovalanza secializzata in meccanica e manutenzione.In Italia su sollecitazione del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini il Ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova è intervenuto per prorogare i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne. La proroga secondo la circolare del Ministero dell’ Internbo – spiega la Coldiretti – dura fino al 15 giugno e riguarda i permessi di soggiorno in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile ai sensi dell’articolo 103 comma 2 del D.L. 18. Inoltre – continua la Coldiretti – è stato ottenuto nel decreto Cura Italia prevede che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro nè subordinato nè autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.
In questo momento di emergenza nazionale – sottolinea la Coldiretti – è pero’ anche importante aprire il più possibile il mercato alle opportunità di lavoro per gli italiani che rischiano il duro impatto occupazionale della crisi economica da coronavirus. Per questo “a livello nazionale è ora necessaria subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “il momento attuale rende necessaria una radicale semplificazione per favorire la diffusione di uno strumento con importanti effetti sull’economia e il lavoro e che si era dimostrato valido nel favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso”. (ph arch.).

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